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Le 10 Rovine Antiche più Straordinarie dell'Anatolia Antica

L'Anatolia — l'odierna Turchia asiatica — è una delle regioni più densamente stratificate del pianeta in termini di storia umana. Qui sorsero alcuni dei primi insediamenti neolitici mai documentati, fiorirono gli Hittiti, i Frigi, i Lici, i Greci e i Romani, e si depositarono civiltà una sull'altra per diecimila anni. Il risultato è un paesaggio archaeologico di rarissima densità, dove ogni pianura e ogni acrocoro nasconde qualcosa di significativo sotto la superficie.

1. Efeso, Costa Egea

Efeso fu una delle città più grandi del mondo romano, con una popolazione stimata intorno ai 200.000–250.000 abitanti nel II secolo d.C. Fondata dai coloni greci intorno al X secolo a.C., divenne capitale della provincia romana d'Asia e sede di uno dei centri commerciali più attivi del Mediterraneo orientale. Ciò che sopravvive oggi è straordinario: la Biblioteca di Celso, restaurata in parte negli anni '70, la Via dei Cureti lastricata di marmo, il Grande Teatro con capienza per 24.000 spettatori, e le Case a Terrazza, residenze aristocratiche con mosaici e affreschi ancora in situ dietro una protezione a vetro. Il sito è Patrimonio UNESCO. Aperto tutto l'anno; da evitare nelle ore centrali estive per il caldo.

2. Troia, Çanakkale

Troia non è un sito, ma una sequenza di almeno nove città sovrapposte, scavate da Heinrich Schliemann a partire dal 1871 e continuate da Carl Blegen e da squadre internazionali fino a oggi. I livelli vanno dal Bronzo Antico (Troia I, intorno al 3000 a.C.) all'età ellenistica e romana (Troia IX). Il livello Troia VI/VIIa, datato intorno al 1300–1180 a.C., è quello associato dalla tradizione alla guerra cantata da Omero: grandi mura difensive e torri in calcare sono ancora visibili. Il sito è UNESCO dal 1998. Il museo allestito nell'area è moderno e ben documentato.

3. Göbekli Tepe, Şanlıurfa

Göbekli Tepe ha ridisegnato la comprensione della preistoria umana quando gli scavi sistematici, avviati da Klaus Schmidt nel 1995, rivelarono strutture monumentali datate intorno al 9600–8200 a.C. — oltre cinquemila anni prima di Stonehenge. I recinti circolari con pilastri a T alti fino a sei metri, decorati con rilievi di animali (volpi, cinghiali, aironi, scorpioni), furono costruiti da cacciatori-raccoglitori senza ceramica e senza agricoltura. Questo ha rovesciato il paradigma secondo cui la monumentalità richiedeva la sedentarizzazione. Solo una piccola frazione del sito è stata scavata. Patrimonio UNESCO dal 2018; il coperchio protettivo moderno ne facilita la visita in ogni stagione.

4. Çatalhöyük, Konya

Çatalhöyük fu uno degli insediamenti urbani più antichi del mondo, occupato tra il 7500 e il 5700 a.C. circa nel periodo Neolitico. La sua stranezza architettonica è immediata: non aveva strade. Le abitazioni erano addossate l'una all'altra e si entrava attraverso aperture nel tetto, scendendo con una scala. Le pareti interne erano dipinte con scene di caccia, figure umane e motivi geometrici. I morti venivano sepolti sotto i pavimenti delle abitazioni. Il sito è stato dichiarato Patrimonio UNESCO nel 2012. Due capannoni di scavo restano aperti ai visitatori con guide multilingua.

5. Pergamon, Bergama

Pergamon raggiunse il suo apice culturale e politico tra il III e il II secolo a.C., sotto la dinastia degli Attalidi, che trasformarono la città in un centro della cultura ellenistica rivale di Alessandria. La Biblioteca di Pergamon conteneva si stima oltre 200.000 rotoli. Oggi sull'acropoli sopravvivono il teatro ellenistico scavato nella ripida collina — tra i più scenici del Mediterraneo — l'Altare di Zeus (il basamento è in situ; il fregio è a Berlino), e il Tempio di Traiano in marmo bianco parzialmente ricostruito dai tedeschi negli anni '70. Più in basso, il santuario di Asclepio era uno dei maggiori centri di medicina del mondo antico. Patrimonio UNESCO dal 2014.

6. Hattusa, Boğazkale

Hattusa fu la capitale dell'Impero Hittita dal XVII al XII secolo a.C. circa. Gli Hittiti furono una potenza di primo piano nel Bronzo Tardo, rivali di Egitto e Mitanni, e i loro archivi cuneiformi conservati a Boğazkale hanno restituito migliaia di tavolette con trattati, rituali e corrispondenza diplomatica. Le mura ciclopiche che cingevano la città si estendono per circa sei chilometri; la Porta dei Leoni e la Porta delle Sfingi, con rilievi in calcare, sono ancora in posizione originale. Il tempio del Dio della Tempesta, nel settore della città bassa, è il complesso templare hittita meglio conservato. Patrimonio UNESCO dal 1986.

7. Aphrodisias, Geyre

Aphrodisias deve il suo nome al santuario di Afrodite che dominava la città, ma la sua grandezza è soprattutto romana: tra il I e il III secolo d.C. divenne uno dei principali centri di produzione scultorea dell'intero Impero. Lo stadio, con capienza per circa 30.000 persone, è il meglio conservato del mondo antico. Il Tetrapylon — il monumentale ingresso al santuario — è stato accuratamente riassemblato dagli anni '90. Il museo in loco espone un'eccezionale collezione di sculture trovate negli scavi, tra cui ritratti imperiali di qualità insuperata. Patrimonio UNESCO dal 2017.

8. Xanthos e Letoon, Licia

Xanthos fu la capitale della Lega Licia, federazione di città della costa meridionale anatolica fiorita tra il V e il II secolo a.C. Le tombe licie — pilastri funerari scolpiti e sarcofagi su alti basamenti — caratterizzano il paesaggio del sito in modo inconfondibile. L'obelisco di Xanthos, un pilastro funerario con iscrizione in liciano, greco e arameo, è tra i documenti più importanti per la decifrazione della lingua licia. A pochi chilometri, il Letoon era il santuario federale della lega, con tre templi dedicati a Latona, Artemide e Apollo. Entrambi i siti sono Patrimonio UNESCO dal 1988.

9. Perge, Antalya

Perge fu una città della Panfilia colonizzata dai Greci intorno al XII secolo a.C. e prosperata soprattutto in età romana. La sua planimetria è di straordinaria leggibilità: una colonnata a doppio ordine corre per centinaia di metri con un canale d'acqua centrale, fiancheggiata da negozi e edifici pubblici. Il teatro e lo stadio, quest'ultimo con capienza per circa 12.000 spettatori, sono ben conservati. Perge era famosa nell'antichità per il culto di Artemide Pergaia e per i suoi marmi. Molte sculture trovate negli scavi sono ora nel Museo Archeologico di Antalya, tra i migliori musei d'antichità della Turchia.

10. Ani, Kars

Ani non è tecnicamente un sito della Turchia classica: fu capitale del Regno armeno dei Bagratidi tra il 961 e il 1064 d.C. circa, poi conquistata dai Selgiuchidi e infine abbandonata nel XIV secolo dopo terremoti e incursioni mongole. Le sue rovine — la cattedrale di Ani in arenaria rossa, la Chiesa del Redentore, le mura difensive con torri ancora in piedi, la moschea del Manuchihr — si trovano su un altopiano ventoso al confine con l'Armenia. Patrimonio UNESCO dal 2016. La visita richiede percorrere circa 45 km a est di Kars; accessibile in auto o con tour organizzati.

Informazioni pratiche

La maggior parte dei siti dell'Anatolia è accessibile da aprile a ottobre; i mesi estivi possono essere molto caldi in pianura. Efeso, Troia e Pergamon sono raggiungibili con mezzi pubblici o tour organizzati dalla costa egea. Göbekli Tepe e Çatalhöyük richiedono un mezzo proprio o un tour da Şanlıurfa e Konya rispettivamente. I biglietti si acquistano in loco; molti siti accettano la Museum Card turistica. Per visualizzare tutti i siti su una mappa interattiva e pianificare il proprio itinerario, Apri la mappa.