Le 10 Rovine Antiche più Straordinarie del Pakistan
Il Pakistan è uno dei paesi più straordinari al mondo per la densità e la varietà del suo patrimonio archaeologico. Sul suo territorio si trovano alcune delle città più antiche mai portate alla luce, risalenti alla Civiltà della Valle dell'Indo del III millennio a.C.; i resti di una delle più importanti università monastiche del buddismo gandhara; un fortino preistorico le cui origini risalgono a settantamila anni di presenza umana; e una frontiera di passaggio che ha visto Persiani, Macedoni, Greci, Kushana, Unni, Arabi e Mongoli lasciare stratificazioni culturali di eccezionale ricchezza. I cinque siti UNESCO nel paese rappresentano solo la punta di un iceberg di un patrimonio che gli archeologi continuano a svelare.
1. Mohenjo-daro, Sindh
Mohenjo-daro ("il tumulo dei morti") è la città più impressionante della Civiltà della Valle dell'Indo, fiorita tra il 2600 e il 1900 a.C. circa. Scoperta nel 1921-22 da Rakhal Das Banerji, si estendeva su un'area di oltre duecento ettari e ospitava forse quarantamila abitanti — una delle metropoli più grandi del suo tempo. La pianificazione urbana è sorprendente: strade tracciate su griglia ortogonale, case in mattoni cotti con accesso individuale a un sistema di fognatura coperta, un Grande Bagno cerimoniale in mattoni impermeabilizzati con bitume, e una Cittadella rialzata. Le cause del declino — tra il 1900 e il 1700 a.C. — rimangono dibattute. Mohenjo-daro è patrimonio UNESCO dal 1980. Le piogge monsoniche e la salinità del suolo minacciano le strutture.
2. Harappa, Punjab
Harappa, nella regione del Punjab centro-settentrionale, è il sito che ha dato il nome all'intera civiltà — spesso chiamata "Harappana" in alternativa a "Civiltà della Valle dell'Indo". Scoperta prima di Mohenjo-daro, nel 1826, fu inizialmente saccheggiata dai costruttori ferroviari del XIX secolo che usarono i mattoni antichi come massicciata. Gli scavi sistematici rivelarono una città di circa 150 ettari con la stessa pianificazione urbana, i granai monumentali e i sistemi sanitari di Mohenjo-daro. Le caratteristiche sigillature rettangolari in steatite — con figure di animali e iscrizioni nell'ancora non decifrata scrittura indiana — sono tra i manufatti più studiati dell'archaeologia mondiale. Harappa è patrimonio UNESCO dal 1980.
3. Taxila, Punjab (Rawalpindi)
Taxila fu una delle grandi città del mondo antico, centro di cultura e commercio all'incrocio di tre grandi vie: quella che portava all'Asia centrale, quella verso l'India e quella verso l'Occidente. La città è in realtà un aggregato di siti distinti sovrapposti cronologicamente: il Bhir Mound (periodo Achemenide e primo ellenistico, V-III secolo a.C.), Sirkap (periodo greco-battriano e indo-partico, II a.C.-II d.C.) e Sirsukh (periodo Kushana, I-V d.C.). La piana di Taxila è disseminata di stupa buddhisti, tra cui il Dharmarajika (III secolo a.C.) e il Kalawan. Alessandro Magno arrivò a Taxila nel 326 a.C. Il sito è patrimonio UNESCO dal 1980 con un eccellente museo.
4. Takht-i-Bahi, Khyber Pakhtunkhwa
Takht-i-Bahi ("trono della sorgente") è il più ben conservato monastero buddhista gandhara, arroccato su una collina rocciosa a Mardan. Fondato intorno al I secolo d.C. e ampliato nei secoli successivi, il complesso include la Corte Principale degli Stupa con la sequenza di votive tope che la circondano, il Cortile dell'Assemblea, le celle monastiche e le aule di studio. La posizione elevata lo preservò dagli allagamenti e dal vandalismo, garantendo una straordinaria integrità delle strutture murarie. Le sculture gandhara in scisto grigio — che fondono iconografia buddhista con stile ellenistico-romano — restituiscono al sito un'atmosfera unica. Patrimonio UNESCO dal 1980.
5. Mehrgarh, Balochistan
Mehrgarh è uno dei siti neolitici più importanti del mondo, un insediamento agricolo che risale almeno al 7000 a.C. e rappresenta la più antica evidenza di agricoltura e allevamento nel subcontinente indiano. Le sequenze di scavo — condotte dalla missione francese guidata da Jean-François Jarrige dagli anni Settanta — mostrano la transizione dall'economia di caccia e raccolta alla coltivazione dell'orzo e del grano e all'allevamento di bovini e ovini. Mehrgarh è anche il sito dove è stata rinvenuta la più antica evidenza di pratiche dentistiche: denti forati con strumenti litici datati intorno al 6500 a.C. Il sito non è patrimonio UNESCO ma è considerato di straordinaria importanza scientifica.
6. Ranikot Fort, Sindh
Ranikot — il "Fort di Alexander" come è talvolta chiamato erroneamente — è la fortezza con le mura più lunghe al mondo: il perimetro supera i 32 chilometri, estendendosi su un paesaggio collinare arido. Le mura, costruite in pietra calcarea e argilla, risalgono probabilmente alla prima era islamica (IX-X secolo d.C.), sebbene alcune tradizioni le attribuiscano ai Sasanidi o ai Talpur Mir del XIX secolo. All'interno della cerchia muraria si trovano due fortini interni (Miri e Sher Garh) e i resti di abitazioni e strutture difensive. Il sito è proposto per l'iscrizione UNESCO e si raggiunge da Sehwan Sharif attraverso un paesaggio desertico.
7. Kot Diji, Sindh
Kot Diji è un sito proto-Harappano occupato tra il 3300 e il 2600 a.C. circa — ovvero nei secoli che precedettero il pieno sviluppo della Civiltà della Valle dell'Indo. Le rovine includono un sistema difensivo con mura di pietra e mattoni crudi, e strati stratigrafici che mostrano la progressiva evoluzione degli stili ceramici verso le forme standardizzate harappane. Un incendio deliberato segna la fine dell'insediamento preharappano, suggerendo una transizione non pacifica. La fortezza del XVIII-XIX secolo costruita sullo stesso colle dai Talpur è la struttura più visibile del sito. Kot Diji si trova sulla sponda destra dell'Indo nei pressi di Khairpur.
8. Chandragupta's Fort e la Cittadella di Taxila, Punjab
Nell'area di Taxila, a complemento dei siti già citati, si trovano le rovine del tempio di Jandial — l'unico tempio di stile ionico mai identificato nell'Asia meridionale, costruito probabilmente nel II secolo a.C. durante il periodo indo-greco. Due colonne in pietra e il podio del tempio sono ancora visibili. La struttura fu probabilmente un tempio zoroastriano costruito da una comunità di fede iranica che conviveva con le comunità buddhiste di Sirkap. La diversità religiosa di Taxila — con siti buddhisti, hindu, greci e zoroastriani in prossimità — è uno degli aspetti più affascinanti del sito.
9. Moola Moola e i Siti dell'Indo Superiore, Khyber Pakhtunkhwa
La valle dell'Indo superiore, nella regione di Chilas e Gilgit-Baltistan, conserva uno dei più grandi concentrati di petroglifi dell'Asia: oltre cinquantamila incisioni rupestri disseminate lungo le sponde dell'Indo, risalenti a un arco di tempo compreso tra il Neolitico e il XVII secolo d.C. Le immagini più antiche raffigurano animali selvatici; le più recenti includono iscrizioni Kharosthi, Sogdiane e Brahmi che documentano il passaggio di pellegrini buddhisti, mercanti della Via della Seta e soldati. I siti di Chilas I, II e III sono i più ricchi; molti blocchi sono stati salvati dagli allagamenti causati dalla diga di Tarbela attraverso scavi di recupero.
10. Lahore e la Cittadella Mughal, Punjab
Sebbene la Cittadella di Lahore — Shahi Qila — sia principalmente un sito medievale e moderno (periodo Mughal, XVI-XIX secolo), le sue fondamenta poggiano su un tell che copre occupazioni risalenti almeno al X-XI secolo d.C. Il complesso murato include il Palazzo di Shah Jahan, la moschea Alamgiri e il Sheesh Mahal (palazzo degli specchi). I mosaici policromi della facciata del Palazzo di Shah Jahan rappresentano alcune delle manifestazioni più elaborate dell'architettura Mughal. Il Forte e i Giardini Shalimar di Lahore sono complessivamente patrimonio UNESCO dal 1981.
Informazioni pratiche
Il Pakistan è una destinazione in espansione per il turismo culturale, con infrastrutture migliorate negli ultimi anni. Karachi, Lahore e Islamabad sono gli hub aeroportuali principali. Mohenjo-daro si raggiunge in volo da Karachi a Mohenjo-daro Airport, poi con trasferimento locale. Taxila è a meno di un'ora da Islamabad in auto. Takht-i-Bahi si visita da Mardan. Per i siti del Balochistan e del Khyber Pakhtunkhwa, è consigliabile verificare le condizioni di sicurezza locali prima della visita e organizzarsi con guide locali autorizzate. La stagione ottimale è da ottobre ad aprile. Per esplorare tutti i siti del Pakistan su mappa, apri la mappa interattiva.