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L'Esercito di Terracotta

Una scoperta per caso

Nel marzo del 1974, un gruppo di contadini della comunità di Xiyang, nella provincia dello Shaanxi nella Cina centrale, stava scavando un pozzo per irrigare i campi. A circa cinque metri di profondità le pale cominciarono a incontrare frammenti di ceramica e bronzo. I contadini — e tra loro Zhao Kangmin, che avrebbe poi dedicato decenni alla cura del sito — si resero conto di aver trovato qualcosa di straordinario prima ancora che i primi archeologi arrivassero.

Ciò che emerse era l'esercito di terracotta del mausoleo di Qin Shi Huang, il primo imperatore unificato della Cina, morto nel 210 a.C. Oltre duemila anni di terra avevano nascosto una delle più grandi realizzazioni artistiche e ingegneristiche del mondo antico. Cinquant'anni dopo la scoperta, gli scavi non sono ancora completati, e si stima che almeno duemila figure non siano ancora state estratte.

Qin Shi Huang e l'unificazione della Cina

Per capire l'esercito di terracotta bisogna capire chi era l'uomo che ordinò di costruirlo. Ying Zheng salì al trono dello Stato di Qin all'età di tredici anni, nel 246 a.C. Nel 221 a.C., dopo una campagna militare durata vent'anni, aveva sottomesso gli altri sei regni che si contendevano la Cina del periodo degli Stati Combattenti e si era autoproclamato 'Qin Shi Huang' — 'Primo Augusto Imperatore di Qin'. Era il primo sovrano nella storia cinese a detenere il controllo su un territorio unificato.

Il suo regno fu breve ma trasformativo: standardizzò i pesi e le misure, l'alfabeto, il sistema monetario. Costruì la prima versione della Grande Muraglia (assai diversa da quella che vediamo oggi, risalente principalmente alla dinastia Ming). Costruì un sistema di strade e canali. E iniziò a costruire il suo mausoleo praticamente dal momento in cui salì al trono — un progetto colossale che avrebbe impegnato, secondo le stime delle fonti antiche, fino a 700.000 lavoratori nel corso di decenni.

L'architettura del mausoleo

Il mausoleo imperiale è un complesso enorme, ancora in gran parte non scavato, che si estende per circa 56 chilometri quadrati attorno a una collina artificiale alta circa cinquantasei metri a Lintong, a circa trenta chilometri a est dell'attuale Xi'an. La collina è il tumulo funerario che copre la camera sepolcrale principale, che non è stata ancora aperta.

Lo storico Sima Qian, che scrisse la sua Shiji (Memorie Storiche) circa un secolo dopo la morte di Qin Shi Huang, descrive l'interno della camera sepolcrale come un microcosmo dell'impero: fiumi di mercurio liquido che scorrevano in canali replicando il corso del Fiume Giallo e dello Yangtze, un cielo artificiale con stelle di perle, meccanismi difensivi automatici con balestre armate, e un modello in miniatura dell'intero regno. Le analisi geochimiche del suolo sopra il tumulo mostrano livelli anomali di mercurio, suggerendo che la descrizione di Sima Qian non fosse interamente leggendaria.

L'esercito di terracotta non era all'interno del tumulo principale ma in tre fosse separate a circa un chilometro e mezzo a est. Queste fosse costituivano evidentemente la protezione militare simbolica per il perimetro del mausoleo — come una guarnigione eterna nell'aldilà.

Le figure: un ritratto dell'esercito Qin

L'aspetto più straordinario delle figure non è solo la loro quantità — oltre 8.000 in totale nelle tre fosse principali, più cavalli e carri — ma la loro individualità. Ogni soldato ha caratteristiche facciali distinte: capigliature diverse, espressioni diverse, proporzioni fisiche diverse. Nessun modulo ripetuto meccanicamente. Sono alte mediamente 1,80 metri, con gli ufficiali sensibilmente più alti dei soldati semplici.

Questo era un ritratto stilizzato ma intenzionalmente individuato dell'esercito Qin — non un esercito generico ma quello specifico che aveva conquistato la Cina. Le figure erano inoltre originariamente dipinte in colori vivaci: lacca su ceramica con pigmenti minerali. Quei colori sono quasi completamente scomparsi dopo millenni di umidità e si degradano rapidamente una volta esposti all'aria. Le tecniche di conservazione attuale cercano di fissare i frammenti di pigmento residui prima dell'estrazione, ma è una battaglia contro il tempo.

Le figure sono raggruppate per tipo: fanteria, arcieri in ginocchio, cavalieri, aurighi con carri di legno (ormai decomposti, lasciando impronte nel suolo). La Fossa 1, la più grande, con circa 6.000 figure, mostra una formazione da battaglia complessa con reparti di avanguardia, ali laterali e retroguardia.

Scoperta e conservazione

Dopo la scoperta del 1974, gli scavi procedettero per fasi. Le prime tre fosse furono esplorate sistematicamente dagli anni Settanta in poi. Una quarta fossa fu identificata ma risultò vuota — forse il progetto non fu completato prima della morte dell'imperatore. Nel 1987 il sito fu iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Il Museo dell'Esercito di Terracotta, aperto al pubblico nel 1979 e costantemente ampliato, copre oggi le tre fosse principali con strutture di protezione che permettono la visita mentre gli scavi continuano sotto i piedi dei visitatori. La Fossa 1 è la più impressionante per scala: un edificio delle dimensioni di un campo da calcio che contiene file di figure allineate in corridoi separati da pareti di terra.

Le sfide di conservazione rimangono enormi. Molte figure sono state ricomposte da frammenti — le fosse erano state incendiate e il tetto di legno era crollato dopo la morte di Qin Shi Huang, probabilmente durante la rivolta che pose fine alla breve dinastia Qin nel 207 a.C. La piegiatura dei pezzi richiede competenze da restauro ceramico su scala industriale.

Nel 2009 i ricercatori scoprirono nelle fosse periferiche figure di acrobati e personaggi di corte — una rappresentazione più complessa del mausoleo di quanto si pensasse, non solo militare ma anche civile, come se l'intera corte dovesse accompagnare l'imperatore nell'eternità.

Apri la mappa per esplorare il sito di Lintong e i grandi complessi funerari imperiali della Cina.