Stonehenge spiegato: come e perché fu costruito il cerchio di pietre più famoso del mondo
Un monumento stratificato
Stonehenge non è un'opera sola. È il risultato di circa 1.500 anni di costruzione, trasformazione e abbandono, realizzata in almeno cinque fasi principali tra circa il 3000 e il 1500 a.C. da comunità successive che probabilmente appartenevano a culture diverse, parlavano lingue diverse e avevano concezioni del mondo diverse. Usare il nome Stonehenge come se si riferisse a un'opera unitaria — progettata da un solo architetto, costruita in una sola generazione — è una semplificazione che la ricerca moderna ha progressivamente demolito. Il cerchio che oggi si vede è l'ultimo e più spettacolare stato di un sito che ha attraversato molte vite.
La pianura di Salisbury, dove sorge Stonehenge, era già un paesaggio cerimoniale prima che venisse posta una sola pietra. I monumenti funerari neolitici dell'area — i long barrows come Wayland's Smithy e West Kennet — risalgono al 4000–3500 a.C. e indicano che la regione era frequentata da comunità sedentarie da almeno mille anni prima dell'inizio dei lavori a Stonehenge.
Fase 1: il recinto di terra (circa 3000 a.C.)
La prima Stonehenge era un recinto circolare di terra: un fossato largo circa due metri e profondo un metro e mezzo, con la terra asportata ammucchiata verso l'interno a formare un terrapieno. Il diametro del recinto era di circa cento metri. All'interno del terrapieno c'erano cinquantasei fosse, chiamate Buche di Aubrey dal nome dell'antiquario del XVII secolo che le documentò per primo, alcune delle quali contenevano resti cremati umani. Questa prima fase era quindi in primo luogo un cimitero: un luogo consacrato alla sepoltura dei morti di una comunità che viveva nell'area circostante.
All'ingresso nordorientale del recinto si trovava già la Heelstone, il grande masso di arenaria verdognola che ancora oggi sorge isolato a circa settanta metri dal centro del cerchio, orientato verso il sorgere del sole al solstizio d'estate. Questo orientamento solare era intenzionale fin dalla prima fase, suggerendo che il sito avesse già in questo periodo una funzione astronomica o calendariale legata al ciclo delle stagioni.
Fase 2: le bluestones gallesi (circa 2500 a.C.)
Il momento più misterioso della storia di Stonehenge è l'arrivo delle bluestones: circa ottanta blocchi di dolerite e riolite con peso compreso tra una e cinque tonnellate, provenienti dai Preseli Hills nel Pembrokeshire, nel Galles sudoccidentale, a oltre 240 chilometri di distanza in linea d'aria — e molto di più per qualsiasi percorso praticabile via terra e acqua.
Come vennero trasportate queste pietre rimane uno dei problemi aperti dell'archeologia britannica. La risposta più plausibile combina il trasporto su zattere lungo la costa e i fiumi galesi e poi lungo il Tamigi, con il trascinamento su slitte di legno e rotaie di tronchi attraverso le parti terrestri del percorso. Esperimenti condotti negli anni recenti con repliche delle pietre hanno dimostrato che il trasporto era tecnicamente fattibile con le risorse del Neolitico, ma richiedeva l'organizzazione coordinata di decine o centinaia di persone per mesi.
Perché queste pietre specifiche, da quella specifica regione del Galles? Recenti ricerche hanno identificato i Preseli Hills come un luogo già sacro nel Neolitico gallese, con propri monumenti e tradizioni funerarie. Portare le pietre a Stonehenge potrebbe essere stato un atto di incorporazione di un potere simbolico preesistente — una translazione di sacralità attraverso lo spazio.
Fase 3: i grandi sarsen (circa 2500–2300 a.C.)
La fase più monumentale di Stonehenge è quella dei grandi sarsen: trenta blocchi di arenaria dura, pesanti in media venticinque tonnellate ciascuno (il più pesante arriva a circa cinquanta tonnellate), eretti in cerchio e sormontati da architravi continui per formare il lintello circolare. All'interno di questo cerchio, cinque strutture a trilite — due montanti e un architrave — erano disposte a ferro di cavallo aperto verso il nordest, con la trilite centrale più alta di tutte, circa sette metri sopra il suolo.
I sarsen provenivano da Marlborough Downs, a circa trenta chilometri a nord: più vicini delle bluestones gallesi, ma abbastanza pesanti da richiedere sforzi di trasporto comparabili. Le pietre vennero lavorate in modo sofisticato: i montanti hanno un leggero rigonfiamento centrale (entasis) che corregge l'illusione ottica di concavità che colonne verticali perfette producono alla visione obliqua — la stessa tecnica usata nei templi greci classici, che Stonehenge anticipa di quasi mille anni. Gli architravi erano bloccati ai montanti con giunture a tenone e mortasa, una tecnica da falegnameria applicata alla pietra.
Le sepolture e gli individui di Stonehenge
L'analisi isotopica dei resti cremati trovati nelle Buche di Aubrey e in altri contesti del sito ha prodotto risultati sorprendenti: alcuni degli individui sepolti a Stonehenge provenivano da molto lontano — forse dall'Irlanda, dal Galles o dalla penisola iberica — suggerendo che il sito avesse un'attrattiva e una reputazione che si estendeva ben oltre la pianura di Salisbury. Era un luogo di pellegrinaggio interregionale, forse anche internazionale nel senso tardo-neolitico del termine.
Il sito ha restituito anche resti di individui con malattie e ferite: persone che sembrano aver percorso lunghe distanze per raggiungere Stonehenge, forse in cerca di guarigione. Questa funzione sanatoriale o miracolistica — parallela ai santuari di guarigione documentati in molte culture — è stata proposta da Timothy Darvill e Geoffrey Wainwright sulla base della concentrazione di patologie nei resti sepolti.
Astronomia e calendario
L'asse principale di Stonehenge è orientato verso il sorgere del sole al solstizio d'estate (intorno al 21 giugno) e, nella direzione opposta, verso il tramonto del sole al solstizio d'inverno (intorno al 21 dicembre). Questa doppia orientazione suggerisce che entrambi i solstizi avessero un significato cerimoniale: il solstizio d'estate come momento di massima luce, il solstizio d'inverno come momento di massima oscurità e quindi di rinnovamento e ritorno della luce.
Recenti analisi computazionali dell'intera area di Stonehenge — che include il percorso processionale dell'Avenue, lungo quasi due chilometri verso il nordest — hanno mostrato che il percorso segue naturalmente la geometria di una valle glaciale orientata quasi esattamente verso il sorgere del sole al solstizio d'estate. I costruttori potrebbero aver riconosciuto questa caratteristica naturale del paesaggio come un segno, e aver costruito il cerchio di pietre a valle come conclusione di un percorso già sacro prima che qualsiasi pietra venisse eretta.
Stonehenge oggi
Il sito è gestito da English Heritage ed è visitabile tutto l'anno con accesso esterno al cerchio tramite un percorso circolare. La visita interna al cerchio di pietre è riservata a gruppi speciali con prenotazione in anticipo, generalmente all'alba o al tramonto. Al solstizio d'estate, migliaia di persone si radunano per l'alba, una tradizione che mescola curiosità turistica, pratiche neopagane e un genuino senso di continuità con il passato preistorico del luogo.
Per esplorare Stonehenge nel contesto del paesaggio cerimoniale neolitico del Wiltshire — con Avebury, West Kennet, Silbury Hill e i long barrows che lo circondano — Apri la mappa e traccia la geografia sacra della preistoria britannica.