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Le 10 rovine antiche più straordinarie della Tunisia

La Tunisia è uno dei paesi con la maggiore densità di rovine romane al di fuori dell'Italia. Il suo territorio, cuore dell'antica Africa Proconsolare, fu teatro di alcune delle pagine più intense della storia antica: la fondazione di Cartagine nel IX secolo a.C., le guerre puniche che minacciarono Roma per due secoli, la definitiva conquista romana del 146 a.C. e i successivi secoli di prosperità agricola che fecero dell'Africa romana il granaio dell'impero. Mosaici pavimentali conservati nei musei locali e in situ, anfiteatri perfettamente conservati, città sepoolte sotto strati di sabbia e città ancora abitate sopra strati di storia: la Tunisia offre tutto questo a distanze relativamente brevi.

1. Cartagine, Tunisi

Cartagine fu fondata, secondo la tradizione, da coloni fenici da Tiro intorno all'823 a.C. e divenne la metropoli commerciale più potente del Mediterraneo occidentale prima della distruzione romana del 146 a.C. La città attuale, sobborgo residenziale di Tunisi, si estende sopra i resti delle due Cartagine: quella punica, quasi interamente demolita, e quella romana, ricostruita da Cesare e Augusto. Le terme di Antonino, alcune delle più grandi dell'impero, la tophet — il santuario dove i bambini punici venivano sacrificati, secondo le fonti romane contestate — il porto commerciale circolare e quello militare, le ville patrizie e il Museo Nazionale di Cartagine compongono un sito UNESCO dal 1979.

2. Dougga, nord-ovest della Tunisia

Dougga è il sito antico meglio conservato della Tunisia, arroccato su una collina da cui domina la fertile pianura della Medjerda. La città, già insediamento numida, divenne municipio romano nel 261 d.C. Il Capitolium, tempio tripartito dedicato alla triade capitolina su un'alta piattaforma, è uno dei più integri dell'Africa romana. Il teatro — capace di circa 3.500 spettatori e ancora usato per spettacoli — il foro, le terme, un arco trionfale e la torre funeraria libico-punica del II-I secolo a.C. (uno dei rari monumenti preromani sopravvissuti) rendono Dougga un compendio eccezionale di storia nordafricana. Patrimonio UNESCO dal 1997.

3. Anfiteatro di El Djem, El Djem

L'anfiteatro di Thysdrus — conosciuto oggi come El Djem — è la struttura romana più imponente sopravvissuta in Africa e la terza più grande dell'impero dopo il Colosseo e l'anfiteatro di Capua. Costruito intorno al 238 d.C., poteva accogliere tra 35.000 e 45.000 spettatori. A differenza del Colosseo, non fu costruito su preesistenti strutture ma interamente di nuova edificazione in una città relativamente piccola. La qualità della muratura in arenaria gialla e l'altezza delle arcate — tre ordini sovrapposti ancora in gran parte integri — sono impressionanti. Patrimonio UNESCO dal 1979. Il sito è nel centro del moderno villaggio di El Djem, facilmente raggiungibile in treno da Sousse.

4. Bulla Regia, Jendouba

Bulla Regia è unica nell'architettura romana nordafricana: per far fronte al caldo estreme della pianura interna, i suoi abitanti costruirono abitazioni subterranee — veri piani inferiori con atri colonnati, mosaici e stanze finestrate — che sfruttavano il fresco del sottosuolo. Le domus sotterranee della Caccia, di Amphitrite e del Pescatore conservano mosaici pavimentali di alta qualità in situ. La città, già regale numida, divenne colonia romana intorno al II secolo d.C. Il foro, il teatro, le terme e il complesso delle terme di Giulia Memmia completano il sito. L'accesso è dalla città di Jendouba; il sito è aperto tutto l'anno ma meno frequentato degli altri grandi siti tunisini.

5. Sbeitla, Kasserine

Sbeitla, l'antica Sufetula, fu una città romana di media dimensione prosperata specialmente nel II-III secolo d.C. come centro di produzione olearia. Il foro è uno dei meglio preservati dell'Africa romana: delimitato su tre lati da templi gemelli dedicati a Giove, Giunone e Minerva, l'insieme crea una prospettiva architettonica di grande effetto che differisce dal canonico foro romano proprio nell'avere tre templi separati invece di un unico Capitolium. La porta trionfale, le terme e i resti di due basiliche cristiane testimoniano la lunga vita della città fino al periodo vandalo e bizantino. Il sito è vicino alla città moderna di Sbeitla.

6. Kerkouane, Capo Bon

Kerkouane è l'unico sito punico sopravvissuto senza una successiva sovrapposizione romana: la città fu abbandonata definitivamente dopo la prima guerra punica (forse distrutta da Regulo nel 256 a.C.) e mai ricostruita, conservando un piano urbanistico fenicio-punico con case a cortile, vasche da bagno rivestite di un intonaco rossastro idrorepellente detto 'opus signinum punico' e tracce di un sistema fognario planificato. La divinità locale Tanit è onnipresente nelle decorazioni. Patrimonio UNESCO dal 1985. Il sito si trova sulla costa nord del Capo Bon, a circa 100 chilometri da Tunisi; il piccolo museo adiacente contestualizza eccellentemente i ritrovamenti.

7. Utica, Biserta

Utica fu probabilmente la prima colonia fenicia in Africa, fondata — secondo la tradizione — intorno al 1101 a.C., più di tre secoli prima di Cartagine. Dopo la distruzione di Cartagine, Utica divenne per un breve periodo capitale della nuova provincia africana. Oggi i resti visibili appartengono principalmente al periodo romano del I-III secolo d.C. — domus con mosaici, terme, necropoli — mentre gli strati fenici e punici sono accessibili solo attraverso gli scavi. Il sito è mal segnalato ma raggiungibile da Biserta; il museo locale contiene reperti di pregio.

8. Thurburbo Majus, El Fahs

Thurburbo Majus, a circa 60 chilometri a sudovest di Tunisi, è uno dei siti romani meno conosciuti ma più accessibili della Tunisia. La città raggiunse il suo apice nel II-III secolo d.C. Il Capitolium, le terme d'estate e d'inverno, la grande palestra e numerose domus con mosaici offrono un quadro vivido della vita provinciale romana. Il mosaico dei lottatori in situ è particolarmente notevole. Il sito è spesso deserto, il che permette un'esplorazione tranquilla e approfondita che i siti più famosi non consentono più.

9. Zama, Siliana

Zama Regia è il luogo della battaglia del 202 a.C. in cui Scipione Africano sconfisse Annibale, ponendo fine alla seconda guerra punica e ridefinendo l'equilibrio del Mediterraneo. La localizzazione esatta è storicamente dibattuta tra vari siti della Tunisia centrosettentrionale, ma i resti visibili presso Sidi Youssef comprendono le fondamenta di edifici romani e ceramiche puniche. Il sito è di interesse soprattutto storico-evocativo piuttosto che architettonico, ma per chi studia le guerre puniche la visita ha un valore che supera la quantità dei resti.

10. Hadrumetum (Sousse), Sahel

Sousse, l'antica Hadrumetum, fu un'importante città fenicia e poi romana sulla costa orientale. Le catacombe cristiane sotto la città moderna — con circa 15.000 sepolture in un labirinto di gallerie che si estende per oltre cinque chilometri — sono tra le più grandi del mondo antico dopo quelle di Roma. Il Museo Nazionale di Sousse conserva uno dei migliori patrimoni musivi del paese, con i mosaici della Medusa e del Trionfo di Nettuno di qualità straordinaria. La kasbah medievale ospita il museo; le catacombe sono a breve distanza nel quartiere Jaouhara.


La Tunisia concentra una quantità sorprendente di patrimonio antico in un territorio relativamente compatto. Per visualizzare l'intera distribuzione dei siti documentati prima di pianificare il tuo itinerario, apri la mappa interattiva. La primavera (marzo-maggio) e l'autunno (settembre-ottobre) sono le stagioni migliori per visitare i siti all'aperto; i siti interni come Dougga e Bulla Regia possono essere torridi in piena estate.