Le 10 rovine antiche più straordinarie della Svizzera
La Svizzera non è la prima destinazione che viene in mente quando si pensa ai siti romani, eppure il paese custodisce alcune delle rovine romane meglio conservate a nord delle Alpi. Il territorio dell'odierna Svizzera faceva parte delle province romane di Gallia Belgica, Raetia e Germania Superior; i romani vi costruirono colonie, castra, strade e acquedotti che si sovrapposero a un substrato celtico di straordinaria vitalità. Prima ancora, i laghi alpini ospitarono villaggi su palafitte neolitici e dell'Età del Bronzo che oggi, conservati nei sedimenti lacustri, sono tra i siti preistorici più importanti d'Europa.
1. Augusta Raurica, Augst
Augusta Raurica, fondata intorno al 44 a.C. sulle rive del Reno vicino all'odierna Augst (Cantone Basilea Campagna), fu la prima colonia romana in territorio elvetico e raggiunse nel II secolo d.C. una popolazione stimata di 15.000–20.000 abitanti. Il sito conserva resti eccezionalmente ben leggibili: un teatro in pietra con capienza di circa 8.000 spettatori, un foro monumentale, terme, insulae residenziali e templi. Il museo in loco ospita il celebre Tesoro di Augusta Raurica: 270 oggetti in argento massiccio del IV secolo, tra cui piatti, cucchiai e statuette, nascosti probabilmente durante un'incursione alamannica. L'ingresso al parco è libero; il museo ha biglietto separato.
2. Avenches (Aventicum), Cantone Vaud
Aventicum fu la capitale della civitas Helvetiorum e la città più grande della Svizzera romana, con una cinta muraria di oltre 5 km e una popolazione che potrebbe aver raggiunto i 20.000 abitanti. Le strutture visibili includono l'anfiteatro (capienza stimata di circa 16.000 posti), la Torre della Cigogna (un pilone di porta monumentale quasi intatto fino al primo piano), il foro, il teatro e numerosi tratti delle mura. Il Museo Römermuseum di Avenches espone mosaici, sculture in bronzo, epigrafi e una raccolta numismatica di prim'ordine. Aventicum subì gravi distruzioni durante le invasioni alamanniche del 260 d.C. e non si riprese mai pienamente. Avenches è raggiungibile in treno da Berna in circa un'ora.
3. Vindonissa, Cantone Argovia
Vindonissa, l'odierna Windisch vicino ad Aarau, fu il più importante campo legionario della Svizzera romana, occupato ininterrottamente da tre legioni successive tra il I e il II secolo d.C. Gli scavi hanno restituito un teatro legionario straordinariamente ben conservato (il secondo più grande della Svizzera romana), terme, un sistema idrico sofisticato e un deposito di munizioni con punte di freccia e giavellotti. Il Museo Vindonissa ad Aarau espone la più ricca collezione di materiali militari romani della Svizzera, incluso un eccezionale archivio di tavolette cerate con testi latini. Windisch è raggiungibile da Zurigo in circa 40 minuti in treno.
4. Nyon (Colonia Iulia Equestris), Cantone Vaud
Nyon, sulla riva settentrionale del Lago di Ginevra, fu fondata come colonia di veterani di cavalleria (equites) intorno al 45 a.C., rendendola una delle più antiche colonie romane a nord delle Alpi. Le colonne del foro sono ancora visibili nel centro storico, e il Museo Romano di Nyon espone mosaici policromi, sculture e oggetti d'uso quotidiano di grande qualità. Una tratto di mura romane in blocchi di pietra calcarea è conservato nella parte medievale della città. Nyon è oggi conosciuta principalmente per il festival di musica Paleo, ma merita una visita per le sue stratificazioni storiche. È raggiungibile da Ginevra in circa 25 minuti in treno.
5. Martigny (Octodurus), Cantone Vallese
Octodurus, l'odierna Martigny, fu un nodo viario cruciale sulla strada che portava al Passo del Gran San Bernardo (Mons Poeninus) verso l'Italia. La città romana comprendeva un anfiteatro del II secolo, ancora parzialmente conservato e periodicamente usato per eventi, un foro, terme e un tempio dedicato a Marte Poeninus, divinità celtica sincretizzata con Marte. Il Musée Romain de Martigny espone bronzi religiosi, ornamenti in argento, mosaici e una straordinaria raccolta di ex-voto dal tempio del Passo del Gran San Bernardo. Martigny è facilmente raggiungibile in treno da Sion e da Losanna.
6. Siti palafitticoli dei laghi svizzeri
I laghi svizzeri celano sotto i loro fondali oltre 50 siti di villaggi su palafitte neolitici e dell'Età del Bronzo, databili tra il 4300 e il 800 a.C. circa. I sedimenti lacustri anossici hanno preservato legno, tessuti, cibo e persino fili di capelli, fornendo informazioni eccezionali sulla vita quotidiana preistorica. I siti svizzeri dei Prehistoric Pile Dwellings Around the Alps sono Patrimonio UNESCO dal 2011. Il Laténium di Hauterive (Cantone Neuchâtel) e il Museo di Zurigo (Landesmuseum) espongono le collezioni più complete; barche guidate sui laghi di Zurigo e Neuchâtel portano i visitatori sopra alcuni siti sommersi.
7. La Tène, lago di Neuchâtel
La Tène, un sito sull'estremità orientale del lago di Neuchâtel, ha dato il nome all'intera seconda fase dell'Età del Ferro europea (circa 450–50 a.C.). Negli anni del prosciugamento del lago nel XIX secolo, dragaggi e scavi portarono alla luce centinaia di oggetti in ferro, bronzo e legno: spade, lance, fibule, parti di carro e persino resti di ponte ligneo. Si tratta probabilmente di un luogo di offerta votiva celtica, dove oggetti preziosi venivano gettati nell'acqua. L'interpretazione del sito rimane dibattuta tra gli specialisti. Il Museo Cantonale di Archeologia di Neuchâtel espone la collezione più importante.
8. Aquae Helveticae (Baden), Cantone Argovia
Baden, chiamata Aquae Helveticae dai romani, era una stazione termale frequentata sin dall'epoca augustea per le sue acque calde sulfuree che sgorgano a circa 47 gradi. Il sito fu una delle più popolari destinazioni termali romane a nord delle Alpi, frequentato da soldati, funzionari e civili. Gli scavi urbani hanno rivelato terme monumentali, strutture residenziali e un'abbondante documentazione epigrafica di visitatori provenienti da tutta l'Impero. Il Historisches Museum Baden espone materiali romani e medievali; le terme sono ancora attive nella città moderna.
9. Mons Claudianus – Passo del Gran San Bernardo (versante svizzero)
Il Passo del Gran San Bernardo (2.473 m) era percorso dai romani come via principale per raggiungere l'Italia dalla Gallia e dalla Britannia. Sul versante elvetico, presso il valico, esisteva un santuario dedicato a Giove Pennino (divinità celtica assimilata a Giove) frequentato da viandanti e pellegrini. Migliaia di ex-voto in bronzo – figurine di divinità, formule di ringraziamento, monete – sono stati rinvenuti nell'area del santuario e documentano il traffico incessante di persone attraverso il passo. Il Museo del Gran San Bernardo al valico espone una parte di questi materiali votivi.
10. Massongex (Tarnaiae), Cantone Vallese
Tarnaiae, l'odierna Massongex, era un piccolo presidio romano sul Rodano che controllava l'imbocco della vallata vallesana e il passaggio verso il nord. Gli scavi hanno rivelato strutture del I-IV secolo con fasi di occupazione successive che documentano la vita di un vicus militare e poi civile lungo una delle strade alpine più trafficate. Il sito è meno noto al grande pubblico ma ha restituito materiali di notevole interesse; alcuni reperti sono conservati al Museo di Storia del Vallese a Sion. L'area è facilmente raggiungibile in auto o treno da Martigny in pochi minuti.
Visitare la Svizzera antica
L'ottima rete ferroviaria svizzera rende tutti i siti descritti raggiungibili senza automobile. Zurigo, Basilea, Ginevra e Berna sono i principali hub; Augusta Raurica e Vindonissa si raggiungono da Basilea e Zurigo in meno di un'ora. La Svizzera non ha una stagione "sbagliata" per visitare i siti coperti; quelli all'aperto sono più piacevoli da aprile a ottobre. I musei locali, invariabilmente curati, forniscono il contesto necessario per apprezzare ciò che rimane in piedi. Per individuare tutti i siti su carta e costruire il vostro percorso, aprite la mappa.