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Le 10 rovine antiche più straordinarie in Marocco

Il Marocco occupa un'estremità della grande rotta commerciale che collegava l'Africa subsahariana al Mediterraneo e all'Europa attraverso le piste carovaniere del Sahara. La costa atlantica e mediterranea del paese fu colonizzata dai Fenici a partire dall'XI-X secolo a.C., poi integrata nell'orbita Cartaginese e infine nella Provincia Romana della Mauretania Tingitana. Berberi, Romani, Vandali, Visigoti, Arabi, Berberi islamizzati e Ottomani si sono succeduti nel controllo di questo territorio strategico. Il risultato è un paesaggio storico che va dai forni di ceramica preistorica agli archi trionfali romani, dalle medine medievali alle fortezze del deserto.

1. Volubilis, Regione di Meknès-Tafilalet

Volubilis è il sito romano meglio conservato del Marocco e uno dei più ricchi dell'intero Nordafrica. Capitale della Mauretania Tingitana, la città raggiunse il suo apice nel II-III secolo d.C. con una popolazione stimata tra ventimila e trentamila abitanti. L'arco di Caracalla del 216 d.C., le terme di Gordiano, il Capitolium e soprattutto l'eccezionale collezione di pavimenti a mosaico in situ — scene mitologiche, divinità, animali esotici — la rendono una visita imprescindibile. Il sito si trova ai piedi del Monte Zerhoun, a pochi chilometri da Moulay Idriss Zerhoun, la città santa dell'Islam marocchino fondata alla fine dell'VIII secolo. Patrimonio UNESCO dal 1997.

2. Chellah, Rabat

Il sito di Chellah sovrappone una necropoli merinide del XIV secolo d.C. alle rovine della città romana di Sala Colonia, attiva tra il I e il III secolo d.C. Tra le mura merinidi — costruite da Abou Youssef Yacoub nel 1284 — si trovano le fondamenta del foro romano, il decumanus, terme e il porto sul Bouregreg. La moschea merinide in rovina e il mausoleo reale sono avvolti da fig e cicogne che nidificano tra i minareti. Il contrasto tra l'architettura islamica in pietra rossa e i tamburi di colonne romane crea uno dei paesaggi di rovine più singolari del Marocco. Nel centro di Rabat, accessibile a piedi.

3. Lixus, Regione di Larache

Lixus, sulla sponda dell'Oued Loukkos vicino a Larache, fu una delle più antiche colonie fenicie del Marocco — le prime tracce di insediamento risalgono forse al X secolo a.C. — e rimase occupata fino all'epoca islamica. I Romani vi costruirono anfiteatro, terme e una vasta industria per la lavorazione del garum (salsa di pesce fermentata) e del sale. I ruderi dell'anfiteatro, del teatro e delle terme sono visibili sul colle dominante, insieme alle vasche di salatura del pesce lungo il fiume. La tradizione antica identificava Lixus con il mitico Giardino delle Esperidi. Accessibile da Larache; meno frequentata di Volubilis.

4. Sijilmasa, Regione di Tafilalet

Sijilmasa fu una delle grandi città carovaniere medioevali del mondo islamico, fondata nell'VIII secolo d.C. nell'oasi di Tafilalet ai margini del Sahara come nodo di scambio tra le rotte dell'oro e del sale transahariano e il mondo mediterraneo. Al suo apice, tra il X e il XIV secolo, riceveva carovane di migliaia di cammelli dall'Africa subsahariana con oro, schiavi, sale e avorio. Le rovine, oggi in gran parte sommerse dalle sabbie o coperte dalla città moderna di Rissani, includono sezioni di mura, torri difensive e resti di fondamenta. Gli scavi americani degli anni Ottanta-Novanta hanno documentato l'estensione della città e recuperato ceramiche, monete e oggetti d'importazione.

5. Sala Colonia, Chellah

Separata dalla sovrapposta necropoli merinide (vedi Chellah), la Sala Colonia romana era già un insediamento berbero prima della conquista romana del I secolo a.C. Il foro, il decumanus massimo e un edificio identificato come basilica civile sono stati parzialmente scavati sotto i livelli medievali. Le terme, di cui restano le fondamenta dei calidarium e dei frigidarium, testimoniavano una città provinciale di medie dimensioni ben integrata nell'economia dell'Impero. Alcune statue trovate in loco — tra cui una testa bronzea di Giuba II e una statua colossale di Antonino Pio — sono conservate al Museo Archeologico di Rabat.

6. Tamuda, Tetouan

Tamuda fu una città berbera pre-romana e poi stazione militare romana nella Tingitana, sul fiume Martil vicino a Tetouan. Gli scavi spagnoli degli anni Trenta e quaranta hanno messo in luce il castrum romano del III-IV secolo d.C. con le sue terme, il principia e i depositi di armi. La città berbera preromana, parzialmente identificata sotto i livelli romani, mostra una continuità di occupazione che risale almeno al III-II secolo a.C. Il sito è gestito dal Museo Archeologico di Tetouan ed è accessibile al pubblico.

7. Tingis (Tangeri), Regione di Tangeri-Tetouan-Al Hoceima

L'antica Tingis — che diede il nome all'intera provincia della Mauretania Tingitana — era già un insediamento berbero e poi fenicio prima di diventare una prospera città romana. Il museo della Kasbah di Tangeri occupa il sito dell'antico palazzo del governatore e custodisce un importante mosaico del III secolo d.C. raffigurante le fatiche di Ercole, trovato in una domus della città romana. Le fondamenta romane affiorano occasionalmente durante i lavori edili nel centro storico. La posizione sullo Stretto di Gibilterra conferiva alla città un'importanza strategica immutata attraverso i secoli.

8. Banasa, Gharb

Banasa fu un'altra colonia romana nella Tingitana, fondata probabilmente da Augusto nel I secolo a.C. nella fertile pianura del Gharb, sul Sebou. Gli scavi francesi degli anni Trenta-Sessanta hanno portato alla luce il foro con la basilica civile, le terme e il Capitolium, nonché una serie di iscrizioni latine di grande interesse per la storia dell'amministrazione provinciale. Il sito è attualmente meno accessibile al pubblico rispetto a Volubilis ma è visitato da ricercatori e appassionati con particolare interesse.

9. Arte rupestre di Draa e Alto Atlante

Le valli del Draa e le pareti rocciose dell'Alto Atlante e dell'Anti-Atlante conservano migliaia di incisioni rupestri databili dal Neolitico all'età del Ferro, raffiguranti animali (elefanti, rinoceronti, bovini), figure umane, scene di caccia e simboli astratti. Alcune delle concentrazioni più importanti si trovano vicino ad Aït Ouazik, nel Draa inferiore, e nella regione di Zagora. Queste testimonianze di popolazioni pre-berbere che abitavano un Sahara allora più verde offrono una prospettiva paleoclimatica e culturale preziosa. L'accesso richiede guide locali e fuoristrada.

10. Necropoli di Sidi Slimane e siti dell'Età del Bronzo

Le necropoli megalitiche e i resti dell'Età del Bronzo Atlantico disseminati tra il Gharb e la costa atlantica settentrionale — tra cui dolmen, tombe a tumulo e depositi di bronzi ornamentali — testimoniano una rete di culture atlantiche preistoriche che collegava il Marocco alla penisola iberica e alla Francia attraverso il mare. I siti sono spesso poco segnalati e richiedono una certa determinazione per essere trovati, ma offrono una visione delle culture del Marocco prima della colonizzazione fenicia.

Pianificare la visita

Volubilis è imprescindibile e si abbina facilmente a Meknès, Moulay Idriss e Fes in un itinerario del nord. Chellah è nel centro di Rabat. Lixus richiede una deviazione da Larache sulla costa atlantica. Sijilmasa si visita da Erfoud o Rissani nel circuito del deserto. La stagione migliore va da marzo a maggio e da settembre a novembre. Apri la mappa per visualizzare tutti i siti archeologici del Marocco e pianificare il tuo percorso.