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Le 10 rovine antiche più straordinarie a Malta

Malta è un'anomalia geologica e storica: un arcipelago di appena 316 chilometri quadrati al centro del Mediterraneo che custodisce una concentrazione di monumenti preistorici senza eguali al mondo. I templi megalitici maltesi, costruiti tra il 3600 e il 2500 a.C. circa, precedono le piramidi di Giza e Stonehenge, rendendoli tra le strutture architettoniche più antiche del pianeta ancora in piedi. Costruiti con massi di corallina e globigerina da una civiltà che scomparve misteriosamente senza lasciare discendenti identificabili, i templi maltesi riflettono un'elaborazione religiosa e astronomica di notevole complessità. A questa eredità si sovrappongono le tracce di Cartaginesi, Romani, Arabi, Normanni, Cavalieri di Malta e Britannici.

1. Ġgantija, Gozo

Ġgantija — 'la torre della gigantessa' in maltese — è il più antico tra i templi megalitici maltesi, costruito nell'isola di Gozo intorno al 3600-3200 a.C. Il complesso è composto da due templi affiancati, il più antico dei quali è tra le strutture architettoniche più antiche del pianeta. Le mura esterne raggiungono i sei metri di altezza e i blocchi di corallina utilizzati pesano fino a cinquanta tonnellate. All'interno, semicerchi di piedistalli, altari e nicchie suggeriscono rituali di offerta, forse legati alla fertilità. Patrimonio UNESCO. Si trova nei pressi del villaggio di Xagħra; il museo annesso offre un'introduzione alla civiltà dei Templi.

2. Ħaġar Qim, Malta

Ħaġar Qim sorge sull'orlo di una scogliera nel sud-ovest di Malta, con vista sul Mar Mediterraneo e sull'isola di Filfla. Costruito tra il 3600 e il 3200 a.C., il tempio si distingue per la presenza di ortostati decorati con puntinature ('pitting') e per la sua posizione astronomica: durante il solstizio d'estate, il sole all'alba illumina attraverso un'apertura specifica del muro nord-est, proiettando un disco di luce su un blocco di pietra interno. All'esterno, il 'dolmen' addossato al muro sud è stato interpretato come struttura funeraria accessoria. Protetto da una tensostruttura per preservarlo dalla pioggia. Patrimonio UNESCO.

3. Mnajdra, Malta

A poche centinaia di metri da Ħaġar Qim, Mnajdra è un complesso di tre templi costruiti tra il 3600 e il 2500 a.C. in posizione lievemente più bassa e riparata. Il tempio del sud è il più elaborato astronomicamente: ai solstizi e agli equinozi, i raggi solari si allineano con precisione con le aperture e gli altari, funzionando come un vero e proprio calendario solare. I blocchi di corallina di Mnajdra sono stati squadrati con cura maggiore rispetto ad altri siti, suggerendo una progressione tecnica nel tempo. Patrimonio UNESCO insieme a Ħaġar Qim. I due siti si visitano comodamente insieme in un paio d'ore.

4. Templi di Tarxien, Malta

Scoperto casualmente nel 1914 da un agricoltore che trovava i suoi aratro continui intralciato da grandi pietre, il complesso di Tarxien è il più elaborato tra i templi maltesi per ricchezza decorativa. I quattro templi sovrapposti — l'ultimo completato intorno al 2400 a.C. — conservano rilievi a spirale e animali scolpiti nei blocchi, piedistalli decorati e, nella sala del primo tempio, la parte inferiore di una statua femminile colossale — alta almeno due metri e mezzo nella sua forma originale — tra i capolavori della scultura preistorica mediterranea. Patrimonio UNESCO. Nel cuore di Tarxien, accessibile con il bus da La Valletta.

5. Ipogeo di Ħal Saflieni, Malta

L'Ipogeo è un santuario sotterraneo scavato nella roccia calcarea su tre livelli tra il 3600 e il 2500 a.C., uno dei siti sotterranei preistorici più straordinari del pianeta. Originariamente un ossuario dove furono deposti i resti di circa settemila individui, il sito presenta camere decorate con pitture a ocra rossa, nicchie scavate con precisione e la 'Camera dell'Oracolo', dove la voce maschile risuona in modo anomalo per le caratteristiche acustiche della roccia. Una statuetta di terracotta raffigurante una figura dormiente — la 'Dea dormiente' — vi fu trovata nel 1902 ed è esposta nel Museo Nazionale di Archeologia di La Valletta. Patrimonio UNESCO. Accesso limitato a poche decine di visitatori al giorno; prenotazione obbligatoria con mesi di anticipo.

6. Skorba, Malta

Il sito di Skorba, nel nord-ovest di Malta, è importante soprattutto per i suoi strati più antichi: l'occupazione inizia nella fase Għar Dalam intorno al 5000 a.C., rendendolo uno dei più antichi insediamenti umani di Malta. Gli scavi degli anni Sessanta di David Trump hanno identificato capanne circolari di epoca Mġarr e Żebbuġ sotto le strutture templari successive. I ritrovamenti di ceramica Mġarr e frammenti di figure umane hanno contribuito a ricostruire le fasi più antiche della preistoria maltese. Il sito visibile è meno impressionante degli altri templi ma è fondamentale per la comprensione della sequenza cronologica. Patrimonio UNESCO.

7. Domus Romana, Rabat

Sotto le abitazioni di Rabat, a pochi passi da Mdina, si trovano i resti di una domus romana del I secolo a.C.-I secolo d.C., con peristilio, terme private e mosaici policromi di ottima fattura. Il museo annesso espone ceramiche, monete, lucerne e altre testimonianze della presenza romana nell'isola, che cominciò con la conquista del 218 a.C. L'isola fu un porto strategico nella rotta tra Roma e Cartagine e poi tra Roma e l'Egitto. La domus è stata inglobata nel museo e si visita comodamente insieme agli altri siti di Mdina e Rabat.

8. Grotta Ghar Dalam, Malta

La grotta di Ghar Dalam ('caverna dell'oscurità') è un sito paleontologico e archeologico di eccezionale importanza: i sedimenti delle sue camere conservano ossa di ippopotami nani, elefanti nani e orsi delle caverne databili tra 180.000 e 10.000 anni fa — fauna che abitava Malta quando l'isola era ancora collegata all'Europa continentale. Gli strati superiori contengono ceramica della prima colonizzazione umana dell'isola, risalente all'incirca al 5900-5700 a.C. Il museo annesso espone i reperti paleontologici in modo didattico. Si trova vicino a Birżebbuġa, nel sud di Malta.

9. Castello di Sant'Angelo, Birgu (Vittoriosa)

Il Forte Sant'Angelo, nella penisola di Birgu affacciata sul Grand Harbour, ha origini che risalgono almeno al X-XI secolo d.C. e ospita tracce di strutture fenicie e romane nei livelli inferiori. Fu il quartier generale dei Cavalieri di Malta durante il Grande Assedio del 1565, quando un esercito ottomano di circa quarantamila uomini non riuscì a prendere l'isola. Le mura aragonesi, angioine e normanne si sovrappongono in un stratificato esempio di architettura militare medievale. Restaurato e aperto al pubblico recentemente dall'Heritage Malta.

10. Mdina, Malta

L'antica Melite romana e poi capitale medievale araba e normanna, Mdina conserva un centro storico quasi intatto all'interno delle sue mura bastionate. Le fondamenta di case romane sono visibili in alcuni edifici; il Museo Nazionale di Storia Naturale occupa un palazzo normanno che sorge su strutture più antiche. Il battistero paleocristiano del V-VI secolo d.C. è visibile nel duomo. Mdina non è un sito unico ma un paesaggio urbano storico vivente che stratifica tremila anni di presenza umana.

Pianificare la visita

Malta è piccola e i principali siti si possono visitare in tre-quattro giorni. Il Jordan Pass maltese — denominato Heritage Malta — offre biglietti cumulativi per templi, ipogeo e musei. L'Ipogeo va prenotato con mesi di anticipo: i posti giornalieri sono appena ottanta. La stagione migliore va da aprile a giugno e da settembre a novembre. Apri la mappa per visualizzare la distribuzione dei siti maltesi sull'arcipelago e pianificare le visite.