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Le 10 Rovine Antiche più Straordinarie della Colombia

La Colombia è uno dei paesi più ricchi di civiltà precolombiane dell'intero continente americano, eppure il suo patrimonio arqueologico rimane largamente fuori dai circuiti turistici internazionali. Tra le Ande, le pianure caraibiche e i bacini amazzonici, fiorirono culture molto diverse tra loro — dai Tayrona della Sierra Nevada de Santa Marta agli Agustiniani dell'alto Magdalena, ai Tierradentro delle Ande del Cauca — ognuna con soluzioni architettoniche, funerarie e artistiche originali. L'apertura progressiva del paese al turismo negli ultimi due decenni ha reso molti di questi siti accessibili per la prima volta.

1. Ciudad Perdida (Teyuna), Sierra Nevada de Santa Marta

Ciudad Perdida — nota anche come Teyuna nella lingua indigena Kogui — è la più grande città precolombiana mai trovata nella Colombia settentrionale. Costruita dalla cultura Tayrona a partire dal VII-VIII secolo d.C. circa, il sito comprende circa 170 terrazze circolari in pietra collegate da scalinate e sentieri, distribuite su un versante boscoso della Sierra Nevada de Santa Marta a circa 900 metri di quota. Fu 'scoperta' nel 1972 da guaqueros (predatori di tombe clandestini) e poi scavata sistematicamente dall'Istituto Colombiano di Antropologia. La visita richiede un trekking di quattro giorni andata e ritorno; le guide devono essere certificate e il numero di visitatori è contingentato. I discendenti dei Tayrona — Kogui, Arhuaco, Wiwa — considerano il sito sacro e vivente.

2. San Agustín, Huila

Il sito archeologico di San Agustín è il più grande insieme di monumenti funerari precolombiani delle Americhe. Distribuita su un altopiano dell'alto Magdalena a circa 1.700 metri, la zona comprende oltre seicento statue in pietra — alcune alte più di tre metri — erette dalla cultura Agustiniana tra il I e il VIII secolo d.C. circa. Le statue raffigurano figure umane con mascelle felide, divinità zoomorfe e guerrieri; alcune decorano l'ingresso di tombe a ipogeo sotto tumuli di terra. La combinazione di scultura monumentale, architettura funeraria e paesaggio montano è di rara potenza. Patrimonio UNESCO dal 1995.

3. Tierradentro, Cauca

Tierradentro è un sito del tutto eccezionale: una serie di ipogei funerari scavati nel tufo vulcanico delle Ande del Cauca, databili approssimativamente tra il VI e il X secolo d.C. All'interno di queste camere sotterranee — a cui si accede scendendo scale in pietra — le pareti e i soffitti sono ricoperti di pitture geometriche in rosso, nero e bianco che decorano pilastri scolpiti e nicchie. Alcuni dei siti principali — Alto de Segovia, Alto del Duende, Alto de San Andrés — sono parzialmente visitabili con torce. La cultura che li costruì non è ancora compiutamente identificata e potrebbe essere distinta da quella di San Agustín, nonostante la vicinanza geografica. Patrimonio UNESCO dal 1995.

4. Muisca (Bacatá), Altopiano di Bogotá

La civiltà Muisca era la più organizzata politicamente tra le culture della Colombia precolombiana al momento dell'arrivo degli Spagnoli nel 1537. Il loro territorio principale era l'altopiano della Savana di Bogotá, dove oggi sorge la capitale. I Muisca non costruirono strutture monumentali in pietra paragonabili a Tiwanaku o alle città Maya; le loro architetture erano in legno e paglia, e non sono sopravvissute. Ciò che rimane sono tumuli funerari nelle campagne della Sabana, laghi sacri come il Guatavita — da cui deriva il mito di El Dorado, il re che si cospargeva d'oro — e una ricchissima tradizione orafa esposta al Museo dell'Oro di Bogotá, tra i migliori musei precolombiani del mondo.

5. El Infiernito, Villa de Leyva

El Infiernito — 'il piccolo inferno', nome coloniale probabilmente legato all'iconografia sessuale di alcune stele — è un sito Muisca dell'altopiano di Boyacá, datato approssimativamente tra il 1000 e il 1600 d.C. Il sito comprende una serie di monoliti in pietra allineati che funzionavano probabilmente come osservatorio astronomico e calendario agricolo. Alcune delle stele falliche, alte fino a due metri, erano associate a riti di fertilità. Il museo adiacente espone materiale ceramico e lapideo di buona qualità. Si raggiunge facilmente da Villa de Leyva, uno dei centri coloniali più ben conservati della Colombia.

6. Parco Archeologico di La Pelota, Nariño

Nella regione di Nariño, al confine con l'Ecuador, la cultura Capulí sviluppò tra il 700 e il 1500 d.C. circa un'originale tradizione ceramica e funeraria con tombe a pozzo profonde diversi metri. Il Parco Archeologico di La Florida, vicino a Tumaco, e i siti di Ipiales e Cumbal documentano questa cultura attraverso ceramiche policrome con forme zoomorfe e umane di grande eleganza. Il museo del Banco de la República a Pasto espone una buona collezione di materiale Capulí e Tuza.

7. Tayrona (Parco Nazionale), Magdalena

Il Parco Nazionale Tayrona sulla costa caraibica della Sierra Nevada custodisce numerosi siti secondari della stessa cultura che costruì Ciudad Perdida. Terrazze in pietra, canalette di drenaggio e tracce di insediamento sono visibili lungo i sentieri che attraversano la foresta costiera. La densità di siti — spesso non scavati e non segnalati — rende il parco un contesto in cui il paesaggio stesso è il monumento. L'accesso turistico è contingentato per la stagione; alcune aree sono gestite dalle comunità indigene Kogui, che limitano il transito nei luoghi sacri.

8. Sutatausa (tombe rupestri), Cundinamarca

Nei pressi del lago Suesca e nella zona di Cundinamarca sono stati documentati siti rupestri con pitture attribuite alla cultura Muisca, raffiguranti spirali, figure antropomorfe e animali. Le pitture di Sutatausa, su una parete rocciosa a cielo aperto, sono tra le più accessibili e meglio conservate della regione. La vicinanza a Bogotá le rende meta di escursioni giornaliere per chi vuole vedere arte rupestre precolombiana senza allontanarsi troppo dalla capitale.

9. Buritaca 200, Sierra Nevada

Buritaca 200 è il nome tecnico del sito che gli esploratori e il pubblico conoscono come Ciudad Perdida; il '200' indica il numero progressivo assegnato nel registro sistematico dei siti Tayrona. Ma la Sierra Nevada ne conta molti di più: siti come Teyuna, Chairama e Pueblito (quest'ultimo accessibile dal Parco Tayrona senza il trekking di quattro giorni) offrono una prospettiva sull'estensione della rete urbana Tayrona che coprì le pendici della Sierra dal mare fino alle quote più alte.

10. Monquirá (El Infiernito esteso), Boyacá

A pochi chilometri da Villa de Leyva, il sito di Monquirá conserva ulteriori stele Muisca meno conosciute e terrazze in pietra parzialmente ricoperte dalla vegetazione. La combinazione tra paesaggio andino, piccolo museo locale e strutture ancora in parte da scavare lo rende interessante per chi ha già visitato El Infiernito e vuole approfondire la presenza precolombiana sull'altopiano di Boyacá. I dintorni di Villa de Leyva sono costellati di piccoli siti che meritano una giornata di esplorazione autonoma.

Informazioni pratiche

San Agustín e Tierradentro sono raggiungibili via bus da Bogotá o Cali in circa sei-otto ore; i collegamenti sono migliorati molto negli ultimi anni. Ciudad Perdida richiede di organizzarsi con un'agenzia a Santa Marta; il trekking non è difficile tecnicamente ma richiede quattro giorni. La stagione secca (dicembre-marzo e luglio-agosto) è la più adatta. Per pianificare il percorso e visualizzare tutti i siti su mappa, Apri la mappa.