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La Scoperta di Tutankhamon

La Valle dei Re Prima del 1922

Quando Howard Carter aprì la tomba KV62 il 4 novembre 1922, la Valle dei Re sul versante occidentale del Nilo di fronte a Luxor era già stata esplorata per oltre un secolo da archeologi europei. Decine di tombe erano state identificate, molte già note fin dall'antichità. La maggior parte aveva subito saccheggi in epoche remote: i faraoni del Terzo Periodo Intermedio avevano ordinato lo smontaggio delle mummie reali per salvarle dai tombaroli, e molte erano state raggruppate in depositi segreti dove furono trovate in grandi quantità nel XIX secolo.

La convinzione prevalente, condivisa dall'egittologo americano Theodore Davis che aveva condotto scavi estensivi nella valle fino al 1914, era che la Valle dei Re fosse esaurita: tutte le tombe disponibili erano state trovate. Davis stesso aveva scritto "Credo che ormai la necropoli sia esaurita." Carter non era d'accordo. Sulla base di alcune prove indirette — frammenti di vasi con il cartiglio di Tutankhamon, tracce di uno scavo mai approfondito — era convinto che la tomba del faraone bambino della XVIII dinastia non fosse ancora stata trovata.

Howard Carter: un Autodidatta Tenace

Carter non seguì la carriera tradizionale dell'egittologo accademico. Nato nel 1874 in Inghilterra, figlio di un pittore di animali, era arrivato in Egitto a diciassette anni come disegnatore al servizio del Fondo di Esplorazione Egiziana. Imparò l'egizio sul campo, lavorando prima con Flinders Petrie e poi con il capo degli scavi egiziani del British Museum. Era un uomo meticoloso, di temperamento non facile, a volte difficile da gestire per i colleghi. Si era fatto licenziare da una posizione importante nel Servizio delle Antichità Egiziane per aver difeso i diritti dei guardiani egiziani di fronte a turisti francesi prepotenti. Ma era anche un eccezionale osservatore, con una pazienza e un rigore metodologico rari.

Il suo partner nei finanziamenti era Lord Carnarvon, un aristocratico britannico facoltoso appassionato di antichità che aveva iniziato a sponsorizzare gli scavi di Carter nel 1907. Il rapporto tra i due era fatto di rispetto reciproco e di tensioni periodiche, soprattutto quando le stagioni passavano senza scoperte di rilievo. Dopo la Prima Guerra Mondiale, Carnarvon stava perdendo interesse. Nel 1922 aveva già deciso di non rinnovare il finanziamento. Carter lo convinse a concedergli un'ultima stagione.

Quattro Novembre 1922: la Scoperta

Il 4 novembre 1922, uno degli operai che sgombrava detriti ai piedi di alcune vecchie capanne scoprì un gradino tagliato nella roccia. Carter fermò immediatamente i lavori e telegrafò a Carnarvon in Inghilterra: "Finalmente fatto scoperta meravigliosa nella Valle; tomba magnifica con sigilli intatti; riempita fino a ingresso con detriti; in attesa della tua venuta; congratulazioni."

Carnarvon arrivò il 23 novembre. Il 26 novembre, alla presenza di Lord Carnarvon, di sua figlia Lady Evelyn Herbert e del funzionario egiziano Arthur Callender, Carter praticò un piccolo foro nella porta sigillata che bloccava il corridoio. Inserendo una candela per verificare la presenza di gas nocivi, vide nel bagliore della fiamma qualcosa che non avrebbe mai dimenticato: "Dapprima non riuscivo a vedere niente, l'aria calda che usciva faceva tremare la fiamma della candela. Poi, quando i miei occhi si adattarono, i dettagli delle stanze emersero lentamente dalla nebbia, animali strani, statue, oro, oro dappertutto."

Il Contenuto della Tomba: un Inventario del Sacro

La tomba KV62 era relativamente piccola rispetto a quelle di altri faraoni: comprendeva un corridoio in discesa, una camera antistante, un'anticamera, la camera funeraria vera e propria e una piccola stanza del tesoro laterale. Ciò che la rendeva eccezionale non era la sua dimensione ma la sua integrità quasi completa — era stata aperta due volte in antico, probabilmente da ladri organizzati, ma il saccheggio era rimasto parziale e la tomba era stata richiusa e riselllata.

Carter impiegò dieci anni a svuotarla con la cura che meritava. Il numero di oggetti inventariati superò i 5.000. Tra questi: quattro carri smontati, dieci lettini rituali di legno dorato con figure di animali, sedie, sgabelli, forzieri, vasi di alabastro, archi, bastoni, guanti, sandali, giochi da tavolo, una tromba in bronzo ancora suonabile, statue dorate del faraone in posizione rituale, modelli di barche, un alabastron con l'olio per l'unzione. La camera funeraria conteneva quattro shrines dorati a scatola cinese; all'interno c'era il sarcofago di quarzite; al suo interno tre sarcofagi antropoidi in miniatura, l'ultimo in oro massiccio; e all'interno di quest'ultimo, la mummia del faraone con la celebre maschera funeraria in oro e pasta vitrea.

La Maschera e la Mummia

La maschera funeraria di Tutankhamon è oggi l'oggetto egizio più riconoscibile al mondo. Realizzata in oro massiccio con intarsi di lapislazzuli, turchese, pasta vitrea e pietre semipreziose, pesa circa 11 chilogrammi. Il suo viso è un ritratto idealizzato del faraone bambino, ma le proporzioni del mento allungato e degli occhi a mandorla mostrano ancora l'influenza dello stile artistico del periodo amarnitico, l'epoca di Akhenaton, padre biologico o adottivo di Tutankhamon.

Le analisi della mummia condotte nel corso del XX e XXI secolo con tecnologie sempre più avanzate hanno rivelato una storia medica complessa: Tutankhamon era affetto da malaria, aveva una frattura alla gamba che potrebbe essere stata letale, e mostrava anomalie scheletriche che suggeriscono un possibile legame con la consanguineità della famiglia reale. Morì intorno ai 18-20 anni, probabilmente tra il 1323 e il 1325 avanti Cristo. Le circostanze precise della sua morte rimangono oggetto di dibattito.

Lord Carnarvon e la "Maledizione del Faraone"

Lord Carnarvon non sopravvisse alla scoperta. Morì al Cairo il 5 aprile 1923, meno di cinque mesi dopo l'apertura della tomba, per setticemia causata da una puntura di insetto infettata durante la rasatura. Aveva 57 anni e la sua salute era già precaria da anni. La sua morte fu immediatamente collegata dai giornali di tutto il mondo a una presunta "maledizione del faraone", e il fenomeno mediatico si alimentò per anni ogni volta che qualcuno che aveva visitato la tomba moriva.

Non c'è nessuna iscrizione nella tomba KV62 che parli di maledizioni contro i profanatori — la formula che viene spesso citata è stata inventata da giornalisti edwardiani. Carter stesso, che aveva aperto la tomba con le proprie mani e vi aveva lavorato per oltre un decennio, morì di cancro ai linfomi nel 1939 all'età di 64 anni.

L'Eredità di Tutankhamon e il Nuovo Museo

La scoperta di Tutankhamon scatenò un'ondata di interesse per l'antico Egitto che non si è mai completamente placata. L'Art Déco degli anni venti è pieno di motivi "egizi" ispirati dalla copertura mediatica della tomba. Apri la mappa per localizzare la Valle dei Re e gli altri grandi siti del Nuovo Regno lungo il Nilo.

Il Grande Museo Egizio, inaugurato nella sua versione completa vicino alle Piramidi di Giza, ospita oggi la maggior parte del tesoro di Tutankhamon in allestimenti moderni e climatizzati, dopo decenni di esposizione al Museo Egizio del Cairo. La collezione rimane proprietà dello stato egiziano e non è destinata a viaggiare permanentemente all'estero: visitarla significa recarsi in Egitto, il che è in sé una forma di omaggio al paese che ha custodito per tremila anni il ragazzo re che ancora porta il nome del dio Amon.