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Le 10 rovine antiche più straordinarie dell'Impero Khmer

L'Impero Khmer fu la più grande potenza dell'Asia continentale sudorientale tra il IX e il XV secolo, governando dal suo nucleo intorno all'attuale Siem Reap (Cambogia) un territorio che comprendeva parti del moderno Vietnam, Laos, Thailandia e Malesia. I re khmer, considerati incarnazioni divine di Vishnu o Shiva secondo la tradizione hinduista, e poi del Buddha Mahayana, eressero templi-montagna di pietra arenaria e laterite che traducevano in architettura la cosmologia induista: la montagna cosmica Meru al centro, circondata da oceani e catene montuose concentriche. Il risultato è uno dei patrimoni architettonici più straordinari del pianeta.

1. Angkor Wat, Cambogia

Angkor Wat è il più grande edificio religioso mai costruito dall'umanità: un tempio-montagna dedicato a Vishnu eretto dal re Suryavarman II nella prima metà del XII secolo, con un'estensione di circa 1,6 km per 1,5 km (esclusa la fascia d'acqua esterna). Le cinque torri centrali in forma di bocciolo di loto rappresentano le cinque cime del Monte Meru; le gallerie esterne sono decorate con bassorilievi continui che si estendono per circa 800 metri, raffigurando scene della cosmologia induista, battaglie epiche e processioni reali. Angkor Wat fu convertito al buddismo Theravada nel XIV-XV secolo e non fu mai abbandonato, il che spiega la sua relativa integrità. Patrimonio UNESCO dal 1992.

2. Bayon, Angkor Thom, Cambogia

Il Bayon, tempio di stato del re Jayavarman VII (regnò dal 1181 al 1218 circa), si trova al centro della città reale di Angkor Thom e si distingue per le sue 54 torri — oggi in parte crollate — decorate ciascuna con quattro enormi volti sorridenti rivolti ai quattro punti cardinali. Il volto, probabilmente ispirato al Bodhisattva Avalokitesvara ma forse anche al ritratto del re stesso, è l'immagine più iconica dell'arte khmer. Le gallerie del Bayon ospitano bassorilievi di vita quotidiana khmer — scene di mercato, pesca nel Tonle Sap, battaglie navali — di un realismo e di una vivacità narrativa senza precedenti nell'arte dell'Asia sudorientale.

3. Banteay Srei, Cambogia

Banteay Srei ("La Cittadella delle Donne"), costruita nel 967 d.C. in laterite e arenaria rosacea, è il tempio khmer con i bassorilievi più finemente scolpiti: la profondità delle incisioni e la complessità dei motivi floreali, delle scene mitologiche e delle figure divine hanno guadagnato a questo piccolo tempio la reputazione di "gioiello dell'arte khmer". Fu eretto non da un re ma da due ministri-bramini di Rajendravarman II, il che spiega le dimensioni relativamente contenute ma l'elaborazione eccezionale. Banteay Srei si trova circa 25 km a nord di Angkor; il percorso in bicicletta o tuk-tuk attraverso la giungla è parte dell'esperienza.

4. Preah Vihear, Cambogia/Thailandia

Preah Vihear è un santuario khmer dedicato a Shiva, costruito sulla cresta dei Monti Dangrek al confine tra Cambogia e Thailandia, tra il IX e il XIII secolo. La posizione è drammatica: il tempio si erge su una scogliera a 625 metri di altitudine con vedute sull'intera pianura cambogiana. L'asse processionale si snoda per circa 800 metri attraverso gopura (porte monumentali) successive, con bassorilievi che illustrano scene della mitologia shivaita. Il possesso del sito è stato oggetto di una lunga disputa territoriale tra Cambogia e Thailandia, risolta dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia. Patrimonio UNESCO dal 2008.

5. Wat Phou, Laos

Wat Phou (o Vat Phou), nei pressi di Champasak nel Laos meridionale, è un santuario khmer costruito ai piedi di una montagna sacra (Phu Kao) tra il VI e il XIII secolo, con fasi di costruzione successive che riflettono l'espansione dell'Impero Khmer verso nord. Il complesso comprende una serie di terrazze ascendenti, bacini rituali, edifici accessori e un santuario principale scolpito direttamente nella roccia. La sorgente sacra scorre ancora dal retro del tempio, considerata guaritrice. Wat Phou precedette Angkor come centro religioso dell'area e ne anticipa molti elementi tipologici. Patrimonio UNESCO dal 2001.

6. Koh Ker, Cambogia

Koh Ker fu la capitale del regno khmer tra il 928 e il 944 d.C., durante il breve regno di Jayavarman IV, e presenta una concentrazione straordinaria di templi-torre in un'area di circa 80 km quadrati di giungla densa. Il Prasat Thom è una piramide a sette gradoni alta circa 36 metri, simile a una ziggurat mesopotamica nel profilo, sormontata da un lingam in pietra di notevoli dimensioni. Koh Ker rimase a lungo inaccessibile per la presenza di mine antipersona, e solo negli ultimi vent'anni è diventato praticabile per i turisti; alcune aree perimetrali sono ancora segnalate come non sicure. Incluso nel sito UNESCO di Angkor.

7. Beng Mealea, Cambogia

Beng Mealea ("Stagno di Loto") è uno dei templi khmer meno restaurati e più affascinanti: costruito nel XII secolo su dimensioni paragonabili ad Angkor Wat, è stato quasi interamente inghiottito dalla vegetazione tropicale. Alberi di ficus e spung sfondano le gallerie, coprono le torri e sollevano i pavimenti lastricate; i bassorilievi mitologici emergono da un groviglio di radici come se la foresta li stesse riassorbendo. A differenza di Angkor, Beng Mealea è stato deliberatamente lasciato in questo stato di "rovina romantica", con passerelle di legno che permettono di navigare il caos edilizio. Si trova circa 60 km a est di Siem Reap.

8. Sambor Prei Kuk, Cambogia

Sambor Prei Kuk, nella provincia di Kampong Thom, è il più antico sito templare khmer monumentale, risalente al VI-VII secolo d.C. e quindi anteriore all'Impero Khmer vero e proprio. Fu la capitale del regno di Chenla, il predecessore diretto dell'Impero Khmer, fondata dal re Isanavarman I. Il sito comprende oltre 130 templi in laterite e mattoni, disposti in tre gruppi principali circondati da torri leonine e strutture decorative in stucco dipinto. Patrimonio UNESCO dal 2017; si trova circa 180 km a nord di Phnom Penh.

9. Prasat Muang Tam e Phimai, Thailandia

Il santuario khmer di Phimai, nella provincia di Nakhon Ratchasima nel nord-est della Thailandia, è uno dei più importanti templi khmer al di fuori della Cambogia, costruito probabilmente tra il X e il XII secolo. Il gopura principale è rivolto verso sud, in direzione di Angkor, con cui era collegato da una strada processionale di centinaia di chilometri. La pietra arenaria chiara e i bassorilievi finemente cesellati danno a Phimai un carattere più luminoso rispetto alla maggior parte dei templi cambogiani. Il museo di Phimai espone sculture khmere in buono stato; il tempio è raggiungibile in bus da Bangkok in circa 3 ore.

10. Banteay Chhmar, Cambogia nordoccidentale

Banteay Chhmar ("Cittadella dello Stretto") fu uno degli ultimi grandi complessi templari costruiti dall'Impero Khmer, eretto da Jayavarman VII alla fine del XII e agli inizi del XIII secolo in onore del figlio caduto in battaglia. Le mura esterne si estendono per oltre 8 km; il tempio principale conserva frammenti di un famoso fregio con figure di Avalokitesvara dalle molteplici braccia, parzialmente saccheggiato negli anni '90 ma in parte recuperato. Il sito, nella provincia di Banteay Meanchey vicino al confine thai, è meno visitato degli altri khmer e conserva un'atmosfera di scoperta autentica.

Visitare l'Impero Khmer

Siem Reap è il principale hub per Angkor e i siti cambogiani; voli diretti da Bangkok, Ho Chi Minh City e Singapore. I siti laotiani si raggiungono da Paksé; i siti thai da Bangkok in bus o treno. La stagione secca (novembre-aprile) è preferibile per i siti all'aperto; la stagione umida (maggio-ottobre) riduce le folle ad Angkor ma può rendere difficile l'accesso ai siti remoti come Koh Ker e Banteay Chhmar. Il pass Angkor è necessario per tutti i siti della zona di Siem Reap. Per orientarsi su carta e pianificare un itinerario esteso che copra Cambogia, Laos e Thailandia, apri la mappa.