Le 10 rovine antiche più straordinarie della Spagna
La Spagna è una delle regioni più stratificate d'Europa dal punto di vista storico-archeologico. Iberici e Celti abitarono la penisola millenni prima di Roma; i Fenici e i Greci vi fondarono empori commerciali lungo le coste; i Romani trasformarono l'Hispania in uno delle province più ricche dell'impero, dando i natali a imperatori come Traiano, Adriano e Marco Aurelio. Dopo la caduta di Roma vennero i Visigoti, poi l'Islam con la grande civiltà di Al-Andalus, e infine la Reconquista cristiana. Ogni fase ha lasciato tracce monumentali. La Spagna odierna è un paese dove scavare nel passato — anche solo percorrendo le sue strade — significa scoprire strati su strati di storia.
1. Teatro Romano di Mérida, Extremadura
Mérida fu fondata nel 25 a.C. come colonia di veterani augustei con il nome di Emerita Augusta e divenne capitale della Lusitania. Il suo teatro romano, costruito intorno al 16-15 a.C. e restaurato nel II secolo d.C., è tra i meglio conservati del mondo romano. La scaenae frons a due ordini di colonne marmoree, alta oltre dodici metri, è di un impatto visivo straordinario. Accanto sorge l'anfiteatro, un circo, terme, un acquedotto e il Museo Nazionale d'Arte Romana. L'insieme della città romana è patrimonio UNESCO dal 1993. Il festival annuale di teatro classico, che si tiene nel teatro ogni estate, è uno degli eventi culturali più celebri della Spagna.
2. Itálica, Andalusia
Itálica, vicino a Siviglia, fu la prima città romana fondata in Hispania, nel 206 a.C. come insediamento di veterani romani feriti dopo la battaglia di Ilipa. La città raggiunse il suo apice sotto gli imperatori Adriano — che vi nacque — e Traiano, quando fu dotata di un imponente anfiteatro ellittico che poteva accogliere circa 25.000 spettatori, rendendolo il terzo per dimensioni nell'impero romano. I resti includono anche strade lastricate, terme, domus con splendidi mosaici e il Traianeum. La parte più antica della città giace sotto l'attuale paese di Santiponce. Patrimonio UNESCO dal 1987 come parte dell'area di Siviglia.
3. Acquedotto di Segovia, Castilla y León
L'acquedotto di Segovia, costruito probabilmente sotto Traiano o Domiziano intorno alla fine del I secolo d.C., è la struttura romana meglio conservata della penisola iberica e una delle più impressionanti dell'intero mondo romano. Lungo quasi 15 chilometri, la sezione visibile in città si erge per 28 metri d'altezza in un doppio ordine di 167 arcate di granito assemblate senza malta. Ancora in funzione come acquedotto fino al XIX secolo, rimane il simbolo identitario di Segovia. Patrimonio UNESCO dal 1985. Visitabile liberamente a qualsiasi ora; la vista notturna con illuminazione artificiale è particolarmente suggestiva.
4. Tarragona Romana (Tarraco), Catalogna
Tarragona fu la principale città romana della penisola iberica e capitale della Hispania Citerior. Tarraco possedeva un foro provinciale monumentale, un anfiteatro sul mare, un circo lungo 325 metri per le corse dei carri, mura difensive ciclopiche e un acquedotto (il "Pont del Diable"). Nella campagna circostante sopravvivono l'Arco di Berà e il Mausoleo della Torre degli Escipioni. I resti romani sono intrecciati con il tessuto urbano medievale. Il Museo Nazionale Archeologico di Tarragona offre un percorso museale di qualità eccezionale. Patrimonio UNESCO dal 2000.
5. Medina Azahara, Córdoba
Medina Azahara fu la città-palazzo del califfo Abdarrahman III, costruita a partire dal 936 d.C. sulle pendici della Sierra Morena a ovest di Córdoba. Concepita come centro del potere del califfato di Córdoba, la città comprendeva palazzi, moschee, terme, giardini, caserme e quartieri artigianali su una superficie di circa 112 ettari su tre terrazzamenti. Abbandonata e sistematicamente saccheggiata pochi decenni dopo la sua fondazione durante le guerre civili del 1009-1010, giacque sepolta per quasi mille anni. Gli scavi dal XX secolo hanno riportato alla luce strutture di raffinatezza straordinaria, con capitelli scolpiti e stucchi intarsiati. Patrimonio UNESCO dal 2018.
6. Numantia, Castilla y León
Numantia, vicino a Soria, è il sito dove la popolazione celtiberica dei Numantini resistette per quasi vent'anni alle legioni romane prima di cadere nel 133 a.C. sotto Publio Cornelio Scipione Emiliano. Scipione costruì un sistema di assedio di sette accampamenti collegati da muri e fossati per affamare la città; i suoi resti sono ancora parzialmente visibili. La caduta di Numantia, con i difensori che scelsero la morte piuttosto che la resa, divenne leggenda nella cultura iberica. Il sito ha restituito ceramica, armi e strutture abitative. Il piccolo museo contestualizza bene la storia dell'assedio e la cultura celtiberica.
7. Empúries, Catalogna
Empúries, sulla costa della Costa Brava vicino all'attuale L'Escala, fu fondata come emporio dai coloni greci di Focea intorno al 575 a.C. come Emporion — "luogo di commercio". La città greca coesistette con un insediamento indigeno iberico e poi con una colonia romana fondata nel 218 a.C. durante la Seconda Guerra Punica. Il sito raro a sovrapporre chiaramente le tre culture: la città greca con il porto e il quartiere commerciale, e la città romana con il forum, le terme e le case con mosaici. Patrimonio catalano di prima importanza; il museo in loco è eccellente. Situato in un'area protetta con accesso alla spiaggia adiacente.
8. Complesso rupestre di Atapuerca, Castilla y León
Atapuerca, vicino a Burgos, non è una città antica ma un sistema di grotte che ha rivoluzionato la paleontologia umana. I giacimenti di Gran Dolina e Sima de los Huesos hanno restituito i più antichi resti di ominidi europei: fossili di Homo antecessor datati a circa 900.000-800.000 anni fa e, nella Sima, un deposito eccezionale di ossa di Homo heidelbergensis di circa 430.000 anni fa. I ricercatori spagnoli — Juan Luis Arsuaga, Eudald Carbonell e José María Bermúdez de Castro — hanno ricostruito qui l'intera sequenza dell'evoluzione umana in Europa. Patrimonio UNESCO dal 2000. Il Museo dell'Evoluzione Umana di Burgos è la porta d'accesso al sito.
9. Las Médulas, Castilla y León
Las Médulas, nella regione del Bierzo, è il paesaggio minerario romano più spettacolare d'Europa. Tra il I e il II secolo d.C., i Romani estraevano qui l'oro attraverso la tecnica della "ruina montium": introducevano acqua sotto pressione nelle gallerie fino a far collassare interi fianchi di montagna, poi lavavano il sedimento per recuperare le pepite. Il risultato è un paesaggio surreale di guglie di argilla rossa che emergono da un bosco di castagni. Si stima che le miniere producessero oltre 1.500 kg d'oro all'anno al loro apice. Patrimonio UNESCO dal 1997. I punti panoramici di Orellán e Las Médulas sono i più noti; sentieri permettono di esplorare le grotte delle gallerie.
10. Baelo Claudia, Andalusia
Baelo Claudia, sul tratto di costa atlantica vicino a Tarifa, fu una città romana di media dimensione con una specializzazione produttiva unica: le sue grandi vasche di salatura e fermentazione del pesce — cetariae — producevano garum in quantità industriale per l'esportazione verso Roma. Fondata nel II secolo a.C. e abbandonata dopo un terremoto nel III-IV secolo d.C., la città ha restituito foro, basilica, templi dedicati alla triade capitolina, macellum, teatro e terme. Le cetariae sono le meglio conservate del mondo romano. Il museo in loco e gli allestimenti in situ sono di alta qualità. La posizione sullo Stretto di Gibilterra, con viste sul Marocco nelle giornate limpide, è magnifica.
Informazioni pratiche
La Spagna si visita ottimamente in primavera (marzo-maggio) e autunno (settembre-novembre), quando le temperature sono gradevoli anche nel sud. Madrid, Barcellona, Siviglia e Bilbao sono i principali hub aerei. La rete ferroviaria ad alta velocità (AVE) collega le principali città; per i siti rurali è indispensabile l'auto. I siti patrimonio UNESCO applicano tariffe d'ingresso; molti musei statali sono gratuiti la domenica. Per localizzare tutti i siti e pianificare il percorso, aprite la mappa.